5 nov 2013

Da HTML::Mason a Mason2... primi passi

Attenzione, questa pagina potrebbe contenere inesattezze: sono soltanto degli appunti su cui sto ancora lavorando!

Installazione Mason2

La nuova versione di HTML::Mason si chiama semplicemente Mason, ed è un sistema per la creazione di template e contenuti dinamici.

A differenza di HTML::Mason, la nuova versione si occupa di gestione pura dei template ed è stata resa indipendente dall'ambiente Web, la parte di integrazione con il server Web è invece che è realizzata dal framework Poet, tramite utilizza PSGI/Plack.

L'installazione di Poet si può fare in questo modo:

cpanm -S --notest Poet

e poiché Mason è un prerequisito, verrà installato anch'esso. cpanminus è un componente per la gestione di pacchetti presenti in CPAN.

Installiamo anche Mason::Plugin::PSGIHandler con il quale possiamo creare il nostro primo sito funzionante:

mkdir /var/wwwmason
mason_psgi_setup /var/wwwmason/firstapp/

ora per lanciare il nostro sito possiamo usare il seguente comando

cd /var/wwwmason/firstapp/; plackup -r

e il nostro applicativo sarà in ascolto su http://localhost:5000
se vogliamo configurare Apache per caricare il nostro sito, proviamo così:

<Location "/firstapp">
  SetHandler perl-script
  PerlResponseHandler Plack::Handler::Apache2
  PerlSetVar psgi_app  /var/wwwmason/firstapp/app.psgi
</Location>

attenzione che sembra convenga utilizzare plackup -r per lo sviluppo, mentre la soluzione su Apache va bene per i sistemi in produzione ma risulta difficoltoso ricaricare l'applicativo senza fare il restart di Apache: How do you deploy a PSGI script in Apache without restarting?

verificare anche i permessi della directory /var/wwwmason/firstapp/data dove Mason va a creare la cache ed i file precompilati.

9 gen 2013

Obtain name, type and precision for columns in DBI

I had to find the structure (name, type, and precision for every column) of a table, connected via JDBC using DBI, and this is how I did it:
#!/usr/bin/perl

use DBI;

my $host = '127.0.0.1';
my $url = 'jdbc:Cache://127.0.0.1/SOURCE';
my $dbo = DBI->connect("dbi:JDBC:hostname=$host;port=9001;url=$url", 'username', '***')
  or die $DBI::errstr;

my $qry = $dbo->prepare("select * from custom.table");

$qry->execute();

print "Structure of $table \n\n";

my $num_fields = $qry->{NUM_OF_FIELDS};

for (my $i=0; $i< $num_fields; $i++) {

  my $field = $qry->{NAME}->[$i];
  my $type = $qry->{TYPE}->[$i];
  my $precision = $qry->{PRECISION}->[$i];
  print "$field, $type, $precision\n";
}

$qry->finish();

15 ott 2012

Nuova SIM e controlli di sicurezza vodafone

Causa acquisto nuovo cellulare, che richiede la Micro-SIM, e causa taglio artigianale SIM non andato a buon fine, mi reco ad un vodafone point per richiedere una nuova Micro-SIM funzionante.

L'operatrice mi richiede il cartellino con il codice fiscale.
Poi mi chiede il numero di telefono che scrivo su di un post-it.

Poi mi consegna, gratuitamente, la nuova Micro-SIM, già immediatamente funzionante.

Hey! Ma l'operatrice non mi ha chiesto carta d'identità o passaporto, nemmeno la patente, ed il codice fiscale non è un documento di riconoscimento, non ha la foto, non ha nessun sistema di sicurezza (PIN, Microchip, RFID, o quant'altro) ed è semplicemente riproducibile.

Senza controlli aggiuntivi, chiunque può richiedere una nuova SIM a nome di chiunque altro....!

12 lug 2012

PDF firmati digitalmente... alcuni appunti

Come gestire un PDF firmato digitalmente:

http://www.egov-pa.it/component/content/article/7-articoli/firma-digitale/11-come-gestire-un-pdf-firmato-digitalmente.html

deploy delle impostazioni di sicurezza:

http://blogs.adobe.com/pdfitmatters/2010/02/deploying_acrobat_to_import_se.html

come esportare/importare le opzioni di sicurezza:

http://learn.adobe.com/wiki/download/attachments/52658564/acrobat_reader_security_9x.pdf#page=37

okay non è un vero post, sono solo degli appunti che mi servono... intanto lo pubblico, poi se sarà... scriverò un articolo più completo.

2 gen 2012

Chi è il mio CSR?

Sono sempre stato un professionista nel ricordare PIN, password, codici di accesso vari. E quando mi rendo conto che non vale la pena ricordare, so che devo scrivere le credenziali in un posto comodo e sicuro.

Ma con il SecureCode delle carte di credito MasterCard ho sempre avuto un brutto rapporto.

Oltre al codice scritto sulla carta di credito, ed oltre al codice di sicurezza stampato sul retro, alcuni esercizi commerciali su Internet richiedono, per le carte MasterCard, anche l'inserimento di un SecureCode, in pratica una password da associare alla carta. Fatto sta che la prima volta ero di fretta... inserire nuova password... confermare nuova password... nuova password inserita a caso ... pagamento andato a buon fine! Yuppy!

Ma da quella volta non me ne è più andata bene una! Grazie a dio, prima di sbagliare il codice per tre volte, è sempre possibile cliccare su "SecureCode dimenticato", inserire qualche piccolo dettaglio personale (e probabilmente noto a tutto il mondo tipo data nascita codice fiscale etc. etc.), ed inserire un nuovo codice, bello fiammante, pronto per essere scordato.

E se invece digita la password errata per ben tre volte? Io ho dovuto chiamare mia sorella, che mi ha prestato la sua di carta e meglio ancora, mi ha anche accompagnato fino in stazione dove ho preso appena in tempo il treno per Milano con il biglietto appena acquistato. Ma se non c'è così tanta fretta, a mente lucida, si telefona al numero verde scritto sulla carta, si comunica qualche dato personale, et voilà! Codice resettato, al prossimo acquisto se ne inserisce uno di nuovo (probabilmente è ciò che dovrà fare mia sorella visto che il codice che le ho inserito proprio non me lo ricordo).

Fatto sta che mentre stavo acquistando un biglietto Venezia - New York dal sito della Delta Airlines, al momento dell'inserimento del Secure Code mi esce questo inquietante e criptico errore:

Your authentication could not be completed because of a system error.
If this happens consistently, please contact your CSR.

Provo. Riprovo. Esco. Riprenoto. Reinserisco i dati. Cancello i moduli. Mi sconnetto e riconnetto. Ricompilo.

Sempre, consistently, lo stesso errore!

Così, non so perché, ma provo a rifare tutto utilizzando Internet Explorer al posto di Chrome. Clicco su "Secure code dimenticato" (ovvio, no? ormai non ci provo neanche più. sometimes life it's so easy!), imposto il nuovo secure code e... volo prenotato!!!

Non posso crederci. New York, aspettami!

8 nov 2011

Google, catch 22

Cosa c'è di meglio che aprire Google per trovare una risposta, sentirsi fortunati perché Google ci porta precisamente sulla domanda di un tizio con il nostro stesso problema, e però l'unica risposta è un tizio incazzato nero che dice: ma è mai possibile? ancora questa domanda? Perché invece di continuare a farci perdere del tempo, prima di scrivere una domanda non cerchi un po' su Google?

1 set 2011

Google Italy Blog: Musica a tutto Chrome, anche in estate la tua musi...

Google Italy Blog: Musica a tutto Chrome, anche in estate la tua musi...: Stanchi della radiolina portatile, delle canzoni trasmesse in spiaggia, del numero limitato di brani sulla vostra playlist? L’estate è tempo...

29 lug 2011

Programmatori pazzi

Bene o male, ma soprattutto male, qualunque sviluppatore impara a scrivere qualche piccola applicazione per il Web.

Magari abbiamo scritto la nostra applicazione per tenere traccia delle attività da svolgere, come pagare la bolletta del metano, ricordarsi di revisionare la macchina, portare Tobia alla toelettatura per cani, consegnare un nuovo prototipo al cliente, o pagare gli alimenti per la prole alla ex fidanzata. L'accesso all'applicativo sarà previa autenticazione, e gli utenti potranno inserire i propri dati, leggerli in tabella, ricercarli, filtrarli.

Poi che cosa manca? Gli utenti, oltre ad interagire con l'applicativo Web, vorranno scaricare i dati e portarli sul telefonino, farsene una copia su chiavetta, o importarli in Excel e farci qualche piccola elaborazione.

Da qualche parte nella pagina si dovrà predisporre un link o una paginetta di download, e gli utenti, dopo aver aggiustato qualche filtro, potranno scaricare il file sul proprio client e gestirlo come preferiscono.

E quindi, il programmatore medio che cosa si inventa? Generalmente la tecnica scelta si attesta intorno a queste soluzioni:

  1. si crea una bella crontab sul server, con una riga che viene eseguita ogni tot giorni, che crea una estrazione per ogni utente in \var\www\home\downloads\attivita-nomeutente.dat;
  2. la pagina di download, quando viene richiamata, inizia a scrivere un file in \var\www\home\downloads\attivita-nomeutente.dat. Una volta competato il file, viene mandato in output un bel link all'estrazione appena creata;
  3. la pagina di download richiama un processo sul server che inizia a scrivere un file in \var\www\home\downloads\attivita-nomeutente.dat. Poichè il processo è asincrono, si mette uno sleep di 5 secondi in modo da dare il tempo al processo asincrono di completare il file. Poi ci mettiamo un bel link al file appena generato.
Notate qualche cosa di strano?

La prima tecnica è molto limitata: come possiamo applicare dei filtri? Ma uno sviluppatore creativo è in grado di risolvere anche questo: in fondo, quanto ci vuole a creare in anticipo tutti i file con tutti i filtri possibili ed immaginabili, tutti già preimpostati?
Per la seconda tecnica, uno script con privilegi di scrittura su di una cartella che poi verrà servita tramite server HTTP è il sogno di ogni criminale informatico. Ma se proprio non ci sono altre possibilità, conviene almeno sapere che oltre al chmod 777 o all'Everyone Full Control esistono anche svariate vie di mezzo.
Per la terza ogni commento è superfluo. Posso solo giurare di aver visto anche questo!

Se però non avete notato altro, forse la sicurezza informatica non è il vostro mestiere, e probabilmente non lo sarà mai.

Il vero problema, grosso come un pilone portante del Burj Khalifa di Dubai, è che se mettiamo un file in \var\www\home\downloads\ l'utente vi potrà accedere felicemente andando al link http://www.example.com/downloads/attivita-nomeutente.dat ma oltre al nostro amico autorizzato vi potrà entrare anche tutto il resto del mondo. Certo, disabilitare il browsing delle directory è senz'altro un'idea brillante, ma non basta.

Il concetto è che al nostro Web Server non importa assolutamente nulla dell'autenticazione che abbiamo sviluppato nel nostro programma: abbiamo implementato un sistema di autenticazione per le nostre paginette Web? Bene. Abbiamo utilizzato un framework che implementa la parte di sicurezza? Meglio ancora. Ma questo sistema lo dobbiamo implementare anche per i nostri file. Solo allora possiamo servire le nostre pagine, dinamicamente, e protette dalle nostre credenziali.

(Ci sono casi in cui generare precedentemente i file da far scaricare agli utenti è cosa buona e giusta; tra l'altro il Web Server è sicuramente molto più veloce del nostro script nel servire le pagine; in questi casi però cerchiamo almeno di dare ai file un indirizzo URL casuale).

21 lug 2011

Sviluppare per il Web 2.0?

Ho iniziato a sviluppare applicativi Web aziendali, pubblicati sulla Intranet, fin dal 1998.
Al tempo l'azienda non era nemmeno collegata ad Internet, per cui non avevo ancora a disposizione una casella di posta elettronica aziendale, e le linee di collegamento tra le varie sedi distaccate erano decisamente molto lente.

La piattaforma per cui sviluppavo era Windows NT, con Internet Information Server, e gli applicativi erano realizzati con tecnologia ASP in linguaggio VBScript. Il database era spesso un Microsoft Access (dite quello che volete, ma si tratta di un prodotto miracoloso!) o, quando eravamo fortunati, un SQL Server.

Dopo pochi anni sono passato allo sviluppo per Apache su Linux, ma ho accuratamente scelto di evitare il PHP. So che il PHP è molto amato dalle comunità di sviluppo, ma quando si impara a conoscere un prodotto come ASP, passare al PHP sembra fare salto indietro di secoli. In ASP c'era un solo RecordSet, lo stesso RecordSet di Access, lo stesso di SQL Server, lo stesso di qualsiasi altro database di sistema. Non un RecordSet simile con le stesse funzioni: era proprio la stessa libreria di sistema: di per se, ASP era un sistema molto scarno, ma che si appoggiava largamente alle librerie di Windows.

Nel mondo PHP invece ogni diverso database aveva del codice diverso per essere gestito. La connessione ad un MySql era diversa dalla connessione ad un PostgreSQL, diversa dalla connessione ad un ODBC, diversa la connessione da una qualsiasi altra fonte dati. Diversa da qualsiasi connessione a qualsiasi database sviluppato per la console di Linux o per qualche applicativo client server.

(A vete intuito per quale ragione nel mondo Windows si parla di DLL Hell, mentre nel mondo Linux no? Ho il sospetto che nel mondo Linux vada di moda la riscrittura del codice piuttosto che la condivisione delle librerie... nonostante questo, avrei comunque qualche bella storia di .so Hell da raccontare!)

Per cui ho deciso che lo strumento per cui avrei sviluppato sarebbe stato il linguaggio Perl.
Non si tratta di un linguaggio per puristi, ma in fondo chi se ne importa? Ho programmato in qualsiasi cosa mi sia capitata per le mani, e l'ho trovato fin da subito un prodotto molto efficiente. E pazienza che la sintassi fosse orrenda e poco coerente: una volta abituati al VBScript, non si può che migliorare!

La cosa che mi ha convito fin subito del Perl era la sua immensa collezione di librerie, per connettersi o per gestire qualsiasi cosa (database, periferiche, API di sistema, c'era addirittura del codice per gestire il proprio account MySpace, il tutto via codice...!). Generalmente le librerie del Perl erano di buona qualità e progettate con buon gusto. Inoltre, da non trascurare il fatto che la stessa libreria che si utilizzava per sviluppare applicativi di sistema era la stessa libreria da utilizzare per lo sviluppo Web: avevo finalmente trovato la coerenza anche nel mondo Linux!

Ma soprattutto avevo trovato il miglior framework per il Web esistente sulla terra: HTML::Mason!
Il suo concetto di ereditarietà era favoloso: potevi concentrarti nello scrivere una paginetta che mostrava il contenuto della pagina, e tutto il resto, dal vestito grafico, alle connessioni al database, alle autorizzazioni necessarie, venivano ereditate secondo uno schema deciso in fase di progettazione.

Purtroppo si trattava di un sistema molto difficile da installare e da configurare (non vi sto a raccontare di tutti i conflitti di librerie di sistema per riuscire a farlo funzionare... quando inizi ad utilizzare componenti che non sono presenti in una distribuzione e sono scarsamente utilizzati, anche il mondo dei pacchetti e delle dipendenze mostra i suoi limiti) ma una volta predisposto il tutto diventava uno strumento davvero veloce per sviluppare applicazioni Web complesse.

L'ultimo applicativo che ho sviluppato era una specie di Cartella Clinica, con dati dei pazienti, variazioni anagrafiche, esami di laboratorio, esami radiologici, prescrizioni farmaceutiche, il tutto visualizzabile via Web oppure scaricabile in formato leggibile dal software del medico, previo accesso tramite utente e password.

Le fonti di dati erano MySql, Oracle, SQL Server (eh sì, vi si poteva accedere anche da Linux!), o file di testo importati tramite crontab.
Le pagine erano realizzate in XHTML, con CSS, con qualche bello spunto preso da CSS Zen Garden. JavaScript, come era giusto fare al tempo, era ridotto al minimo e si limitava a pre-convalidare i Form.

Poi si sa come vanno le cose nella pubblica amministrazione. Lo sviluppo interno viene abbandonato, e viene appaltato all'esterno. Così il mio lavoro non consiste più nel progettare e realizzare programmi, ma consiste nel riuscire a far funzionare programmi scritti da terzi, con tecniche di programmazione arcaiche e/o discutibili, e che probabilmente sicuramente avrei potuto scrivere meglio!

Negli ultimi cinque anni il mondo del Web è cambiato, il nuovo Web si chiama Web 2.0.
Cosa bisogna imparare per restare al passo?
Ho scelto di utilizzare il Google App Engine, questo richiede di imparare a programmare in Python ma (database a parte) tutto ciò che si utilizzava sotto Apache è ancora molto attuale. E all'autenticazione, il lato debole di ogni applicativo Web, non ci pensa più il programmatore ma se ne occupa Google!
La lista seguente serve soprattutto a me, per capire che cosa è cambiato dal punto in cui ero rimasto. Non è definitiva e la aggiornerò quando serve:

  • XHTML è stato abbandonato. Il successore di HTML4.01 è HTML5
  • Un applicativo, per essere funzionale ed apparire moderno, deve utilizzare AJAX
  • Utilizzare JavaScript non è più un tabù!
  • Creare a mano il proprio JavaScript è tabù: dove possibile, utilizzare JQuery o altre librerie standard!
  • Il framework standard di Google App Engine è Django. Non so se sarà il mio preferito, forse dovrei approfondire Pylons (che deriva in qualche modo da HTML::Mason)
  • Non bisogna dimenticarsi di integrare il proprio applicativo con Facebook e altri social networks, come ad esempio Google+.
Happy coding!

18 apr 2011

S-ciopa, el dissionario rùstego

Sulla falsa riga di urbandictionary, ed aiutato dall'estrema pazzia della mia amica Marina, è con estrema fierezza che presento S-ciopa, el dissionario rùstego!

Il progetto è realizzato in Python, e sfrutta il Google App Engine. Lato programmazione potrei fare di meglio, lo so, ma una volta tanto ho pensato di puntare di più sui contenuti, e lasciare lo sviluppo nei ritagli di tempo. Poi si vedrà, non è ancora finita :-)

Naturalmente di dizionari Veneti autorevoli se ne trovano quanti se ne vuole, sul web o in libreria. Con questo progetto volevamo soltanto dimostrare al mondo (se mai ce ne fosse ancora bisogno...) che forse forse un po' di svitol nelle rotelle della testa ci manca anche a noi...

5 mar 2011

Free e-books e audio-books

Project Gutemberg: raccolta di libri di pubblico dominio in formato elettronico.

LibriVox: raccolta di audio books di pubblico dominio, letti da volontari :-)

4 mar 2011

Scorrere un file in perl

Per scorrere un file in Perl con record a larghezza fissa, si può partire da questo codice:
#!/usr/bin/perl -w

open(my $fh, "<", $nomefile) or die $!;

while(read($fh, $buf, larghezza)) {
  # fai qualcosa con $buf, es. richiama la funzione unpack
}
se invece si vuole leggere un file di testo, con gli a capo al punto giusto, si può usare questo codice che legge tutto il file e lo carica in un array:
#!/usr/bin/perl -w

open(SRC, $nomefile) || die("Impossibile aprire il file di origine!");
@righe=;
close(SRC);
oppure si può leggere lo stesso file, ma una riga per volta:
#!/usr/bin/perl -w

open(SRC, $nomefile) || die("Impossibile aprire il file di origine!");
while () {
  # fai qualcosa con la riga corrente $_
}
sono banalità, ma siccome non programmo mai con un unico linguaggio di programmazione ma con quello che capita... non mi ricordo mai le sintassi, e allora le scrivo qui così le ritrovo subito! Naturalmente in Perl ci sono altri mille modi diversi per leggere un file!

Come leggere l'elenco di file in una directory in perl?

Utilizzando il perl, come si può ottenere l'elenco di file presenti nella directory corrente? È semplice, ma siccome non mi ricordo mai lo posto qui!
#!/usr/bin/perl -w

@files = <*.txt>;
foreach $file (@files) {
  print $file . "\n";
}
in questo caso vengono listati tutti i files con estensione .txt.

18 gen 2011

CSS-101: The easy way to learn CSS

Ho letto la segnalazione nella Smashing Newsletter numero 25, e la rilancio qui per ricordarmi di controllare quando avrò un po' di tempo! :-)

Libri e video sono ottimi strumenti per lo studio, ma quando si tratta di CSS i tutorial on line si rivelano spesso migliori, perché permettono di giocare con il codice, e vedere i risultati al volo.

In questo sito sono raccolti molti trucchi, e molte spiegazioni sul perché un certo comando produce un determinato risultato:

CSS 101

Non ho ancora provato, ma non voglio lasciarmi sfuggire questo link!

12 gen 2011

New song: Tie me up!

Dopo un lungo periodo di silenzio, finalmente riesco a pubblicare un nuovo pezzo strumentale intitolato Tie me up! :-)

ho ancora molti progetti vaganti nell'hard disk... spero di completarli e pubblicarli presto!

Free MP3s on Last.fm

30 dic 2010

ElementTree: primi test!

Sto un po' giocherellando con la classe ElementTree, libreria di Python che serve a semplificare la gestione dei documenti XML.

Questo codice scansiona alcuni documenti di esempio e li scrive nella console, strutturati ad albero:

from elementtree.ElementTree import Element
from elementtree.ElementTree import parse
import urllib

proxies = {'http': 'http://proxy:80'}

def scanNode(node, depth):
  for element in node.getchildren():
    if element.text and element.text.strip():
      print "  "*depth + element.tag, "(" + element.text + ")"
    else:
      print "  "*depth + element.tag
    if element.getchildren():
      scanNode(element, depth+1)

def parseTree(url):
  print "--] Parsing di " + url + " [--"
  tree = parse(urllib.urlopen(url, proxies=proxies))

  print tree.getroot().tag
  scanNode(tree.getroot(), 2)
  print

def main():
  parseTree("http://www.w3schools.com/xml/note.xml")
  parseTree("http://www.w3schools.com/xml/cd_catalog.xml")
  parseTree("http://www.w3schools.com/xml/plant_catalog.xml")
  parseTree("http://www.w3schools.com/xml/simple.xml")
  
if __name__ == "__main__":
    main()

Semplice semplice, ma lo scrivo qui perché mi può sempre servire!

19 dic 2010

Unix e le password di default...

Qualche settimana fa ricevo un avviso automatico che segnala un probabile malfunzionamento ad un apparato hardware che abbiamo in sala macchine.
Ora, generalmente non mi occupo di queste cose, ma visto che in ufficio non c'era nessun altro prendo in carico la segnalazione e chiamo l'assistenza:

Tecnico help desk: Sì, sembrerebbe proprio un guasto hardware, se è così faccio subito uscire un tecnico per la riparazione. Possiamo fare un po' di troubleshooting per avere conferma che si tratti di proprio un guasto hardware?
Io: Certamente... ma mi deve spiegare come fare perché non è un apparato che conosco o che gestisco io!
Tecnico help desk: Allora intanto si colleghi alla console....
Io: Va bene! Mi dia un attimo di tempo che devo recuperare la password...
Tecnico help desk: La password? Nessun problema, quella gliela posso comunicare io!
Io: Ah, però! Conoscete le password degli apparati dei clienti? Che efficienza! :-)
Tecnico help desk: Allora, le detto le credenziali: l'utente è root, e la password abcde123
Io: Ehm, abcde123? Ma cos'è? La password di default?? Perché c'è una leggera probabilità che nella nostra azienda le password di default vengano modificate...
Tecnico help desk: (silenzio)
Io: Ehm, ma è la prima volta che vi capita un cliente che modifica la password dei propri apparati?
Tecnico help desk: (silenzio)

Una volta recuperata la vera password, ed una volta confermato il guasto hardware, nel giro di un paio d'ore arriva il tecnico on site:

Tecnico on site: Questo è il pezzo da sostituire. Ora dobbiamo entrare nella console e disabilitare quello guasto prima di scollegarlo.
Io: OK, mi collego alla console...
Tecnico on site: Perfetto... l'utente è root e la password è abcde123....

Sistemato anche questo, chiamo il nostro consulente e chiedo conferma che il problema sia stato risolto:

Consulente: Allora! Prima di lasciare andare via il tecnico, puoi fare qualche controllo?
Io: Certamente! Basta che mi spieghi come fare...
Consulente: Allora, ti colleghi alla console, la password è abcde123 e....

Uhm! Ho l'impressione che nel mondo Unix la sicurezza non sia sempre presa molto sul serio...

16 dic 2010

Bejeweled: determinare se ci sono ancora mosse disponibili

Come determinare se in una partita di Bejeweled ci sono ancora delle mosse disponibili?

L'input della funzione è una matrice MxN in cui il valore rappresenta uno dei colori.

Per stabilire se ci siano ancora mosse possibili, ho pensato sia sufficiente ricercare nella matrice se ci sono tre pattern fissi, e naturalmente i relativi pattern inversi, che però sono già compresi se effettuo il controllo in tutte e quattro le direzioni.

I pattern sono i seguenti:

XXyX

XyX
 X

XXy
  X

Ed y deve essere diversa da X, oppure si può ignorare? Io voglio che sia diversa, casomai basta eliminare il confronto!

Poi ho pensato che invece di verificare a mano se le coordinate sono fuori dalla matrice, ci starebbe bene un bel TRY...EXCEPTION! Provo a cercare il pattern... se viene sollevata un'eccezione, vuol dire che il pattern non c'è! Spero non sia un sacrilegio... sono pigro lo so... però è il modo migliore per rendere leggibile il codice!

Questo è il mio codice Python... linguaggio che ancora non conosco bene! Quindi ci saranno sicuramente dei giganteschi errori di stile (ehm ad esempio non c'è un modo migliore per gestire le matrici??) ma speriamo ci siano solo quelli, e che la soluzione sia abbastanza corretta!

# esempio di matrice di colori
matrice = [ [1, 1, 2, 4, 4],
            [1, 2, 9, 3, 4],
            [8, 9, 8, 9, 8],
            [7, 6, 5, 4, 3] ]

altreMosse = False

def cella(direzione, a, b):
  # restituisce la cella a,b della matrice, ruotata secondo la direzione
  try:
    if   direzione==0: return matrice[a][b]
    elif direzione==1: return matrice[len(matrice)-1-a][b]
    elif direzione==2: return matrice[a][len(matrice[0])-1-b]
    elif direzione==3: return matrice[len(matrice)-1-a][len(matrice[0])-1-b]
  except:
    raise Exception

def Pattern1(direzione, a, b):
  # ricerca il pattern XXyX
  try:
    return (cella(direzione, a, b) == cella(direzione, a, b+1) and
            cella(direzione, a, b) != cella(direzione, a, b+2) and
            cella(direzione, a, b) == cella(direzione, a, b+3))
  except:
    return False

def Pattern2(direzione, a, b):
  # ricerca il pattern XyX
  #                     X
  try:
    return (cella(direzione, a, b)!=cella(direzione, a, b+1) and
            cella(direzione, a, b)==cella(direzione, a+1, b+1) and
            cella(direzione, a, b)==cella(direzione, a, b+2))
  except:
    return False

def Pattern3(direzione, a, b):
  # ricerca il pattern XXy
  #                      X
  try:
    return (cella(direzione, a, b)==cella(direzione, a, b+1) and
            cella(direzione, a, b)!=cella(direzione, a, b+2) and
            cella(direzione, a, b)==cella(direzione, a+1, b+2))
  except:
    return False

for direzione in range(0, 4):
  for a in range(0, len(matrice)):
    for b in range(0, len(matrice[0])):
      altreMosse = altreMosse or Pattern1(direzione, a, b)
      altreMosse = altreMosse or Pattern2(direzione, a, b)
      altreMosse = altreMosse or Pattern3(direzione, a, b)

print "Ancora mosse? ", altreMosse

1 nov 2010

Shining Deep

I see dark around me
Blue skies turn black into the gloom
Your eyes shining through the night
Angel tears, and demon love

Living on, long before the sunrise
Getting lost in a world of fantasies
Until the morning bright light
steals away all our fancy dreams

Sometimes I feel that I'm going nowhere
Waiting for something I can never have
Lost in time, can you feel my heart beating
How will it go? I can barely see my way

I don't know how to escape from here
A cold wind blows down the avenue
But don't mind, we will find our way
A way out to be pleased again

Lasting sorrow, don't look back and wonder
Keep on moving, dancing all night long
And still I can't forget the words you said
Whispers in my ears

Sometimes I feel that I'm going nowhere
Searching for something I can never have
Lost in time, can you feel my heart beating
How will it go? I can barely see my way

What should we do to live on?
What should we do, just killing time?
What should we do to raise our heads?
What should we do just to survive?

I've seen the end, I can't hold on
Can't find my way back anymore
And silver light still shines so bright
And shines so deep inside my eyes